Di Saverio Aversa

Di Saverio Aversa
Di Saverio Aversa

Uno dei capolavori più rappresentati della drammaturgia ermetica è, senza dubbio, “Aspettando Godot” scritto nel 1953 da Samuel Beckett. La definizione più corretta è “teatro dell’assurdo”, titolo di un fortunato testo di Martin Esslin che indicava in xvideos.com Ionesco, Adamov, Beckett, Genet, Albee e Pinter gli esponenti di un genere dominato dal tema dell’assurdità del vivere. All’inizio degli anni ’50, mentre si esauriva la spinta politica del dopoguerra e cambiava lo youporn.com scenario dei valori costituiti a causa delle trasformazioni delle classi sociali e della necessità di svincolarsi da una cultura imposta, cambiava anche l’interpretazione della “realtà” rappresentata dalle opere di alcuni drammaturghi dell’epoca.
“Aspettando Godot” (God-ot youjizz.com è davvero dio o un richiamo al balzachiano Godeau?) è la prima proposta del suo autore per un nuovo e rivoluzionario teatro, confortata da un successo esteso alle platee di tutto il mondo tale da influenzare molti copioni altrui. La storia ha come protagonisti Vladimiro e Estragone, due bizzarri e clowneschi vagabondi che in una strada di cam4.com campagna (o forse è un deserto?) attendono un misterioso personaggio, Godot appunto, una sorta di messia, un benefattore che potrebbe salvarli dall’ignavia e da uno stridente immobilismo. Giungerà qualcuno, Pozzo e Lucky, con ruoli intercambiabili di aguzzino e vittima, due personaggi opposti e follemente complementari agli stessi “Didì” e “Gogò”.
Pippo Di Marca, storico rappresentante del redtube.com teatro di ricerca, torna a misurarsi con Beckett, l’irlandese partigiano di cui aveva già diretto “Giorni felici”, interpretando anche il ruolo di Vladimiro e accentuando così l’adesione-identificazione al testo. Coerentemente con il suo metodo di lavoro, Di Marca si cimenta in un confronto diretto, rischioso sia megasesso.com emotivamente che fisicamente e instaura una sorta di “corpo a corpo” con l’energia poco visibile e sottilmente tangibile di quest’opera. Con lui lo stralunato e inquietante Estragone di Luigi Lodoli, il ruffiano e smargiasso Pozzo di Guido Rufolo, lo sfuggente e surreale Lucky di Vincenzo Schirru.
Al MetaTeatro di Via San voglioporno.com Crisogono 45 fino al 18 aprile.

La Napoli degli anni ’80 aveva in Annibale Ruccello il più originale esponente della cosiddetta “nuova drammaturgia”, un pornhub autore giovanissimo, acuto e sarcastico. La sua commedia “Cinque rose per Jennifer”, interpretata dallo stesso autore, ottenne subito un entusiastico successo nei teatrini off partenopei. Ma, a soli 30 anni, nel 1986 Ruccello moriva in un tragico incidente proprio mentre raccoglieva i primi riconoscimenti per opere come “Notturno di donna con ospiti”, “Week-end” e “Ferdinando”.

“Cinque rose per Jennifer”, dopo ormai ventitré anni, è diventato un testo di culto che viene periodicamente riproposto da varie xnxx.com compagnie. In questi giorni è sul palcoscenico del Teatro Valle di Roma la messa in scena curata e interpretata dal napoletano Geppy Gleijeses, attore-regista e direttore del Teatro Stabile di Calabria. Accanto a lui Gennaro Cannavacciuolo da Pozzuoli, attore e cantante di valore e temperamento. La storia è tragicomica con un impianto da “noir” cinematografico, evidente omaggio a film come “Piano piano dolce Carlotta” e “Che fine ha fatto Baby Jane?” con attrici camp per antonomasia come Bette Davis e Joan Crawford. Jennifer è un travestito che vive in un quartiere-ghetto abitato principalmente da “femminielli”, un microcosmo apparentemente allegro e colorato ma video porno profondamente segnato dall’emarginazione e dalla solitudine. Il telefono squilla ma non porta la voce di Franco, una fugace apparizione nella vita di Jennifer ma per lei è il grande amore da aspettare con fiducia. Ogni sera Jennifer attende il suo uomo mentre le fa compagnia “Radio Cuore Libero” con le canzoni di Patty Pravo e di Mina, immagini e storie di donne “vere”, forti, esagerate nell’amore e nella sofferenza. Ma dalla radio arrivano anche le notizie di una serie di morti sospette di travestiti, contrassegnate ogni volta da cinque rose rosse. Bussano concitatamente alla porta e irrompe “Anna”, una sconosciuta e inquietante vicina che scarica addosso a Jennifer altre angosce, altri dolori, un’altra solitudine. La conclusione si condenserà in un urlo lancinante mentre cade la parrucca bionda, il pesante trucco si scioglie, dalla radio Pino Daniele canta “Terra mia”… poi uno sparo e nulla più. Repliche ancora fino a domenica 25.

Bionda Fragola

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Bionda Fragola

Dal 6 maggio al 1 giugno 2003 MINO BELLEI – SERGIO DI STEFANO – DAVID STEF in BIONDA FRAGOLA di MINO BELLEI Produzione Rossella Falk – Scene Pietro Pagani – Costumi Patrizia Brunella – Movimenti coreografici Marco Vallarino Dal 2 maggio 2003, al Teatro Sala Umberto di Roma, verrà rappresentata la commedia Bionda Fragola di Mino voglioporno Bellei, un classico del teatro comico che torna in scena con l’interpretazione e la regia dello stesso Mino Bellei e con Sergio Di Stefano e David Stef. Le scenografie sono di Pietro Pagani e i costumi di Patrizia Brunella. Lo spettacolo per questa stagione sarà in scena in esclusiva al Teatro Sala Umberto di Roma.
La prima assoluta di questa cam4 commedia tenutasi il 5 ottobre 1979 fu immediatamente un grande successo. Ebbe 120 rappresentazioni nella capitale per poi iniziare un tour…praticamente senza fine. La commedia è andata, infatti, in scena in Grecia, Francia, Uruguay, Argentina. Tradotta in tedesco ed acquistata dalla Fischer & Fischer, quest’anno è tornata in scena ad Atene e Salonicco e stayer approdare anche a Rio de Janeiro.
Fino ad ora, in Italia, la xnxx commedia ha avuto 560 repliche in tre riprese. Alla fine di questo ultimo giro le rappresentazioni si avvicineranno alle 800. Per ora tra l’Italia e l’estero le repliche sono state circa 1.100.
BIONDA FRAGOLA narra la storia di due maturi omosessuali, uno farmacista e l’altro bancario, che vivono una vita “assopita” e di moderata tolleranza, dopo trentacinque anni di convivenza. Il farmacista (Domenico) è quello che dirige il contabile, ma va  youporn traino, si adegua e sopporta le sopraffazioni del compagno. È come se i ruoli fossero stati distribuiti al meglio e le cose (sembra) debbano andare così in eterno. Se non che… il più tranquillo dei due, Antonio, incontra a teatro un ballerino di scarsa abilità tersicorea (Adriano) con il quale, pur essendo il ragazzo giovanissimo, nasce qualcosa. Antonio decide di vivere fino in fondo questa esperienza ma il primo errore che fa è di parlarne a Domenico il quale megasesso furente, anche se fino a quel momento ha trattato il compagno alla stregua di un mobile, dice all’amico che non è in grado di gestire una cosa così particolare e “suggerisce” di portare il ragazzo lì, in casa, dove li aiuterà come potrà.
E Antonio ci casca. Porta lì il ragazzo, il quale prima riluttante e poi anche lui succube, cade vittima di tranelli e scherzi folli del farmacista. La situazione si fa sempre più difficile fino ad una rottura, una riconciliazione, un armistizio, una nuova guerra dichiarata, sino ad un finale assolutamente a sorpresa che lascia il pubblico esausto dal gran ridere. BIONDA XXX FRAGOLA ha vinto il premio IDI ed il premio Eleonora Duse. Fra gli spettatori illustri che hanno visitato lo spettacolo il primo anno di rappresentazione, Franco Zeffirelli, Silvana Mangano (per ben quattro volte), Eleonora Giorni, Angelo Rizzoli, John Gielgud, Dino De Laurentiis, Monica Vitti, Enrico Montesano, Paolo Villaggio, Mario Cecchi Gori, Trevor Nunn, Tommy Tune, Donald Saddeler, Pietro Garinei, Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Flora Mastroianni, Lina Wertmuller, Franca Valeri, Paolo Poli (non volle il biglietto omaggio: si pagò un regolare ingresso), Renzo Vespignani, Umberto Tirelli, Raffaele De Grada e tutto, TUTTO!, il mondo teatrale, cinematografico e televisivo italiano.
Andare a vedere BIONDA FRAGOLA era uno sport, un appuntamento. Tutti si ritrovavano, sera più sera meno, al Teatro La comunità, dove lo spettacolo è nato. Sulle prime 120 repliche non ci fu possibilità di rilassarsi una sera. La cassiera arrivava da Bellei e snocciolava cinque minuti prima dello spettacolo: “Anche stasera è pieno di colleghi illustri!”
Mino Bellei ha recitato in commedie sue (oltre a “Bionda Fragola”, “La vita non è un film di Doris Day”) ed ha lavorato in spettacoli diretti da Giorgio De Lullo, Orazio Costa, Andrea Camilleri, ed al cinema diretto da Franco Zeffirelli e Roberto Benigni.
Sergio Di Stefano è una delle “grandi voci” del doppiaggio italiano, è sua la voce di Karl Maria Brandauer in “Mephisto”. Oltre ad aver doppiato decine di attori, tra le sue ultime prestazioni, ricordiamo J. Malcovich in “Il gioco di Ripley” di Liliana Cavani.
David Stef ha solo 25 anni ma è stato protagonista di “Persone naturali e strafottenti” di Patroni Griffi. Affronta ora, con “Bionda Fragola”, il secondo grande ruolo della sua vita.

Rassegna a cura di Cinemainvisibile al cineclub Detour di Roma

 Detour di Roma
Detour di Roma

Ass presenta Alberto Gambelli Massimo Zannola in Stiamo come Stiamo. Scritto e diretto da Massimo Zannola. Aiuto regia : Alessandra Giorgetti – Impianto scenico e costumi : Marco Liberati Elaborazioni Audio : Luana Lunetta – Luci : Simone Traettino
COMUNICATO Che youporn cosa succede quando una tranquilla serata tra amici viene sconvolta per una serie di giochi equivoci nati dal misterioso mondo delle chat room? Lo scopriranno i nostri protagonisti ,Massimo Zannola, stravagante gay 40 enne e Alberto Gambelli, lo sfigato di turno, quando si trovano a superare una serie di scherzi ambigui in atmosfere xhamster dance ,nello stile anni 80, incastrati in una simpatica commedia, opera prima per l’autore, che li
vede impegnati in un puzzle di simpatici imbrogli e malitensi ,costruiti come in una scatola di cartoon, alla maniera di Will & Grace ma questa volta tutto al maschile.

Autore
Massimo Zannola nato xvideos a Roma frequenta la scuola romana di teatro “La Scaletta” e si perfeziona in seguito con il “Laboratorio Teatro Insieme”con seminari sulle opere di William Shakespeare e Anton Cechov e con stage di ricerca teatrale sulla gestualità diretti da Mario Lunetta.
Dopo varie rappresentazioni teatrali come interprete per diverse compagnie,lavora con registi quali: Riccardo Reim per più edizioni del Todi cam4 Arte Festival, con Luciano Cannito e con Giampiero Cicciò.
Dopo la prima esperienza registica con il testo di Daniele Luttazzi “Scene da un adulterio” debutta per la prima volta come autore con la commedia “ Stiamo come Stiamo”.

Cinemainvisibile (sito www.cinemainvisibile.it) presenta la rassegna dal titolo “GAY BUONI – GAY CATTIVI” che si terrà al cineclub beurette Detour, via Urbana, 47/A, Roma Tel. O6/4872368 nei giorni 16, 17, 18 aprile 2003.
Per informazioni www.cinemainvisibile.it e-mail: marcocatola@yahoo.it.

GAY BUONI /GAY CATTIVI. Cinema e omosessualità. Un connubio (quasi) perfetto. Il metro è la melassa…O il fiele. Non ci sono vie di redtube mezzo. Vuoi per una militanza socio-politica tesa ad esaltare l’omosessualità come pozzo di avanguardia e apertura mentale senza mai scavarne le profondità oscure e “malsane”, vuoi per un moralismo ipocrita e generalizzato che al contrario vuole occultare quella promiscuità etico-ideologica ormai sempre più diffusa, i film a tematica gay sono spesso inondati di melassa. Una melassa stucchevole che raramente viene avvelenata dal fiele. Eppure il fiele a volte è molto più incisivo del politically correct fasullo ed ammaliatore. Ma chissà, forse nessuno dei due tipi di approccio vale più dell’altro. Forse sono solo due modi di esplorare la realtà, due punti di vista porno diversi, due facce di un mondo, quello omosessuale, che rimane ancora controverso ed affascinante, un’oasi poco esplorata che a livello cinematografico ha ancora molto da dare. Ecco perché questa rassegna al cineclub Detour, rassegna peraltro suddivisa in due parti: la prima a marzo e la seconda ad aprile. Nella speranza che magari un giorno non ci sarà più bisogno di fare rassegne sui gay ma solo rassegne su uomini e donne. Uomini e donne che amano e basta.

GAY BUONI

TRICK

Regia: Jim Fall
Cast: Christian Campbell, Tori Spelling, John Paul Pitoc, Brad Beyer, Steve Hayes, Lorri Bagley, Clinton Leupp, Kevin Chamberlin, Lacey Kohl
Origine: Usa, 1999
Durata: 89′

Gabriel è un giovane gay aspirante musicista e candido come una rosa di bosco. La sua migliore amica è Katherine, un’agguerrita attricetta che affronta con impeto sia la vita che le canzoni di Gabriel. Per ravvivare le cose Gabriel decide di andare in un locale gay dove rimane affascinato da Mark, un go-go boy che lavora nel posto. Non avendo il coraggio di avvicinarsi, dopo un po’ Gabriel se ne va ma il destino li fa incontrare sulla metropolitana e si profilerà per loro l’avventura di una notte…O forse qualcosa di più.

L’ALTRA METÀ DELL’AMORE Regia: Léa Pool Interpreti: Piper Perabo, Jessica Paré, Mischa Barton, Jackie Burroughs Durata: 98′ Origine: Canada, 2002

La timida Mary, soprannominata Mouse, nuova arrivata al Perkin’s College, stringe amicizia con le compagne di stanza, l’audace Pauline e la conformista Victoria. Ma le due sono in realtà amanti, e quando la loro relazione viene scoperta Victoria cercherà di sfuggire ai pettegolezzi iniziando una relazione eterosessuale, mentre Pauline, che la ama alla follia, cercherà come un cavaliere d’altri tempi di riconquistarla ma non sempre l’amore trionfa, a volte le convenzioni sono più forti del romanticismo.

FOR A LOST SOLDIER

La storia autobiografica del ballerino e coreografo olandese Rudi van Danzig. Durante la seconda guerra mondiale, egli visse l’esperienza che segnò tutta la sua vita. Sfollato in una cittadina della costa, durante gli ultimi mesi del conflitto, il giovane Rudi scopre a poco a poco la sua sessualità. Quando le truppe canadesi liberano il paese, arrivano anche nel villaggio di Rudi. Quando il ragazzo incontra un giovane ufficiale di stanza nel luogo, tra i due nasce l’amore.

GAY CATTIVI AMICO/AMANTE Regia: Ventura Pons Interpreti: Josè Maria Pou, Rosa Maria Sardà, Mario Gas, David Selva Origine: Argentina, 1999 Durata: 90′ Versione originale con sottotitoli

Dopo “Carícias”, il regista Ventura Pons rivolge ancora il suo attento sguardo sul mondo omosessuale. Un docente universitario vicino alla morte si sente profondamente attratto da un giovane studente che per garantirsi un elevato tenore di vita si prostituisce. Il migliore amico del docente universitario, suo amore da sempre ma mai corrisposto, è un uomo sposato, marito apparentemente felice e padre premuroso di una ragazza che si scopre incinta. Il padre del bambino è proprio il giovane studente…

CIRCUIT Regia: Dirk Shafer Interpreti: Jonathan Wade-Drahos, Andre Khabbazi, Daniel Kucan, Paul Lekakis, Nancy Allen, William Katt Origine: Usa, 2000 Durata: 130′ Versione originale con sottotitoli Un giovane poliziotto della profonda provincia americana parte per Los Angeles, spinto dal desiderio di vivere pienamente la propria omosessualità. Arrivato sulle colline di Hollywood, inizia a frequentare i gay party, entrando a far parte di un ‘circuito’ che lo coinvolge tragicamente, divenendo schiavo dell’ossessione del corpo, delle droghe, delle feste, fino a ridursi ad elemento indistinto della frenetica vita della West Hollywood.

HUSTLER WHITE

Terzo film del regista canadese Bruce LaBruce. Sulle orme dell’ultimo John Waters e del primo Andy Wahrol, La Bruce punta il suo occhio indiscreto sul sesso mercenario e sull’omosessualità. Il suo protagonista (Tony Ward, modello noto per aver interpretato alcuni video musicali di Madonna) Montgomery Ward, diventa l’oggetto non tanto oscuro del desiderio del personaggio interpretato dallo stesso regista, il giornalista Jürgen Anger. Con il pretesto di voler raccogliere testimonianze dirette per un libro sulla vita dei ragazzi di strada, Anger comincia a seguirlo. I risvolti saranno imprevedibili. Ecco il calendario dei film